Cistite e infezione delle vie urinarie

Le infezioni delle vie urinarie rappresentano, in termini di frequenza, la seconda patologia infettiva nei pazienti non ospedalizzati e la prima in ambito ospedaliero. Solitamente, maggiormente sottoposti a questo genere di infezioni sono i pazienti di sesso femminile, a causa della loro formazione anatomica. L’uretra, infatti, è breve e sbocca nel vestibolo vaginale, spesso colonizzato dai germi intestinali. Nell’uomo, invece, la lunghezza dell’uretra e l’attività antibatterica delle secrezioni prostatiche fanno si che l’incidenza delle infezioni urinarie sia minore.

Sintomi della cistite
La cosiddetta “sindrome cistica” o, più semplicemente, cistite è caratterizzata per ambo i sessi da:

  • emissione con elevata frequenza di piccole quantità di urina (pollachiuria);
  • oppure emissione di urina con frequenza lenta ed intermittente, spesso a gocce (stranguria);
  • oppure da bisogno presunto di urinare, seguito dall’emissione di poche gocce di urina (tenesmo);
  • oppure urgenza minzionale, cioè dall’incapacità di trattenere l’urina dal momento in cui si inizia a sentire lo stimolo.

Solitamente questi sintomi sono la conseguenza o di una infezione batterica oppure sono originate da patologie infiammatorie non batteriche della vescica o dell’uretra.

La cistite batterica colpisce più frequentemente il sesso femminile e viene stimato che il 20-30% delle donne in età riproduttiva abbia almeno una volta avuto un episodio di cistite nella sua vita, e che il 20% di esse presenti infezioni recidivanti.

Nel sesso maschile l’incidenza comincia a crescere dopo i 50 anni, quando il manifestarsi di una ipertrofia prostatica può condizionarne l’insorgenza; nel giovane maschio, invece, può far seguito a processi infettivi acuti della prostata o dell’uretra e provocare, nei casi più gravi, ematuria.

Diagnosi di cistite e infezione delle vie urinarie
La diagnosi si basa su urinocoltura ad esame delle urine, che consentono l’identificazione dell’agente patogeno e il riscontro di leucocituria (presenza di leucociti nelle urine) o piuria (presenza di materiale purulento nelle urine, pus). I patogeni più frequentemente riscontrati nelle forme non conplicate sono L’Escherichia Coli (70-80% dei casi) e lo Staphylococcus saprophyticus (10-20%). Nelle forme complicate prevale sempre L’E. Coli (30%), seguito dallo Pseudomonas (20%) e dagli enterococchi (20%). In caso di concomitante ematuria sono indicati anche un esame citologico delle urine su tre campioni successivi ed una ecografia, al fine di poter escludere una patologia neoplastica vescicale.

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Si consiglia di rivolgersi al proprio medico di famiglia o medico specialista. Queste pagine danno un’informazione generale e superficiale.