La Prostatite

La prostata o ghiandola prostatica è una ghiandola che fa parte dell’apparato genitale maschile. La sua funzione principale è quella di produrre ed emettere il liquido seminale, uno dei costituenti dello sperma, che contiene gli elementi necessari a nutrire e veicolare gli spermatozoi. La prostata dell’uomo può essere palpata mediante esame rettale, essendo collocata circa 5 cm anteriormente al retto e all’ano.

Che cosa è la prostatite
come si manifesta anatomicamente una prostatite: ingrossamento della prostata
Per prostatite si intende qualsiasi forma di infiammazione della ghiandola prostatica.
È la diagnosi urologica più comune e costituisce il più frequente motivo di consultazione specialistica per i pazienti di sesso maschile dai 50 anni.
La prostatite, se non adeguatamente inquadrata, può essere difficoltosa da curare per l’urologo. La prostatite rappresenta una problematica di difficile approccio per il paziente e per lo specialista.

Le cause che possono determinare una prostatite sono:

  • Durante il rapporto sessuale i germi risalgono lungo l’uretra e possono localizzarsi nella prostata;
  • i germi possono provenire dall’ultimo tratto intestinale (il retto) per via diretta o per diffusione dei vasi linfatici;
  • attraverso il circolo sanguigno: si può avere un ascesso dentario che rappresenta il focolaio di infezione dal quale i germi con il sangue raggiungono la prostata;
  • un focolaio può essere in bocca, ma anche nei polmoni.

Al fine di poter parlare dei disturbi che si possono verificare, è importante riuscire a classificare la prostatite e per farlo, la classe medica si avvale dello schema fornito dal National Istitute of Health del 1995.

Categorie Nome Descrizione
I Prostatite acuta batterica Infezione acuta della ghiandola prostatica
II Prostatite cronica batterica Infezione prostatica ricorrente
III Prostatite cronica abatterica/sindrome dolorosa pelvica cronica Infezione non dimostrabile
IIIA Dolore pelvico cronico infiammatorio Leucociti nello sperma, nel liquido da massaggio prostatico e nelle urine dopo massaggio prostatico
IIIB Dolore pelvico cronico non infiammatorio Assenza di leucociti nello sperma, nel liquido da massaggio prostatico e nelle urine dopo massaggio prostatico
IV Prostatite infiammatoria asintomatica Assenza di sintomi soggettivi, rilevata sia da una biopsia prostatica sia dalla presenza di leucociti nel secreto prostatico o nello sperma durante valutazione per altre cause

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CATEGORIA I: prostatite acuta
Sintomi

  • brividi,
  • febbre,
  • dolore alla schiena e nell’area genitale,
  • frequenza ed urgenza urinaria spesso durante la notte, bruciore e fastidio durante la minzione,
  • dolenza diffusa ed una infezione del tratto urinario, evidenziata, a seguito di analisi di laboratorio, dalla presenza di leucociti e batteri nelle urine,
  • Possono essere presenti secrezioni dal pene.

CATEGORIA II: prostatite cronica batterica
Sintomi

  • emissione con elevata frequenza di piccole quantità di urina (pollachiuria),
  • Urgenza minzionale
  • Disuria moderata
  • Dolore sordo perineale, sovrapubico o testicolare, lombosacrale e uretrale
  • Infezioni urinarie frequenti

CATEGORIA III: prostatite cronica abatterica
Sintomi

  • Sintomatologia dolorosa
  • Disconfort pelvico-perineale
  • Disturbi minzionali
  • Possibile disfunzione erettile

CATEGORIA IV: prostatite asintomatica
Sintomi

  • Paziente asintomatico
  • Reperti infiammatori nella biopsia prostatica o nel secreto prostatico o nello sperma.

Altre patologie importanti della prostata
La ipertrofia prostatica benigna e il cancro alla prostata (è la forma di tumore più frequente nel sesso maschile) sono alcune delle malattie più frequenti. Spesso il tumore alla prostata o carcinoma prostatico è asintomatico e si rileva sempre più frequentemente per un rialzo del PSA. Il PSA è un’importante sostanza secreta dalla ghiandola prostatica nello sperma. L’aumento della sua concentrazione nel sangue può essere un marcatore del tumore alla prostata. Statisticamente, si è notato che un numero elevato di casi di tumore presentava valori di PSA superiori ai 4 ng/ml. Valori al di sopra di questa soglia impongono accertamenti per verificare la presenza del tumore. È tuttavia possibile riscontrare casi di cancro prostatico con livelli di PSA inferiori a 4, così come prostatite o voluminose ipertrofie prostatiche benigne con valori di PSA maggiori di 4. Sopra i 50 anni, il rischio è più elevato e pertanto l’esame del PSA andrebbe eseguito almeno una volta all’anno dopo aver raggiunto quell’età. Tuttavia, nonostante il rischio documentato legato all’avanzare degli anni, questo tipo di esame non rientra nella lista di sostanze che vengono sempre rilevate nelle analisi del sangue e richiede una specifica prescrizione da parte del medico generico. Una visita specialistica può individuare un’anomalia alla prostata mediante l’esplorazione digitale del retto. A quel punto sono necessari esami più approfonditi (ecografia addominale, seguita da biopsia prostatica) per determinare la natura e l’entità dell’anomalia.

Come si cura la prostatite
TRATTAMENTI
Antibiotici antifebbrili, antinfiammatori, o altri farmaci. In uso ormai da anni gli integratori da soli o in associazione a farmaci, secondo giudizio medico, per avere effetti fisiologici ad ottimizzare le funzioni dell’organismo nell’ambito dell’omeostasi.

NORME IGIENICO DIETETICHE

  • Camminare e praticare attività sportiva rilassante (nuoto, jogging, ginnastica… evitando sport potenzialmente traumatici per la prostata (bicicletta, motocicletta, equitazione…);
  • evitare la posizione seduta per lunghi periodi (alla guida dell’auto non trattenere le urine;
  • attività sessuale regolare senza eccessi evitando periodi di astinenza;
  • evitare il coito interrotto;
  • lavarsi le parti intime con prodotti igienizzanti naturali soprattutto in presenza di emorroidi;
  • bere almeno due litri di acqua al giorno consumando alimenti ricchi di scorie (pane integrale, verdure cotte a foglia larga, spinaci, frutta cotta);
  • cercare quindi di evitare la stitichezza;
  • abolire cibi piccanti (pepe, peperoncino, spezie…) e bevande alcoliche (birra, vino, liquori);
  • moderare anche il caffè e la cioccolata;
  • consumare pasti regolari.

Si consiglia di rivolgersi al proprio medico di famiglia o medico specialista. Queste pagine danno un’informazione generale e superficiale.